Versetti della Bibbia / Antico Testamento / Giobbe
Il Signore disse a satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui». Satana si allontanò dal Signore.
Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse: «Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!».
Io lo so che il mio Vendicatore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Poiché egli conosce la mia condotta, se mi prova al crogiuolo, come oro puro io ne esco. Alle sue orme si è attaccato il mio piede, al suo cammino mi sono attenuto e non ho deviato.
Dai comandi delle sue labbra non mi sono allontanato, nel cuore ho riposto i detti della sua bocca.
Perché soccorrevo il povero che chiedeva aiuto, l'orfano che ne era privo. La benedizione del morente scendeva su di me e al cuore della vedova infondevo la gioia.
Avevo stretto con gli occhi un patto di non fissare neppure una vergine.
Onnipotente noi non lo possiamo raggiungere, sublime in potenza e rettitudine e grande per giustizia: egli non ha da rispondere.
Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto.
Felice l'uomo, che è corretto da Dio: perciò tu non sdegnare la correzione dell'Onnipotente.
A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici, anche se ha abbandonato il timore di Dio.